Le Bateau Lavoir

~ Sunday, October 27 ~
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Sunday Morningbrings the dawn inIt’s just a restless feelingby my side

Early dawningSunday morningIt’s just the wasted yearsso close behind
Watch out, the world’s behind youthere’s always someone around youWho will callit’s nothing at all
Sunday morningand I’m fallingI’ve got a feelingI don’t want to know
Early dawningSunday morningIt’s all the streets you crossednot so long ago
Watch out, the world’s behind youthere’s always someone around youWho will callit’s nothing at all
Watch out, the world’s behind youthere’s always someone around youWho will callit’s nothing at all
Sunday morning
Lewis Allan “Lou” Reed  (2 marzo 1942 – 27 ottobre 2013)

Sunday Morning
brings the dawn in
It’s just a restless feeling
by my side

Early dawning
Sunday morning
It’s just the wasted years
so close behind

Watch out, the world’s behind you
there’s always someone around you
Who will call
it’s nothing at all

Sunday morning
and I’m falling
I’ve got a feeling
I don’t want to know

Early dawning
Sunday morning
It’s all the streets you crossed
not so long ago

Watch out, the world’s behind you
there’s always someone around you
Who will call
it’s nothing at all

Watch out, the world’s behind you
there’s always someone around you
Who will call
it’s nothing at all

Sunday morning

Lewis Allan “Lou” Reed  (2 marzo 1942 – 27 ottobre 2013)


~ Tuesday, October 1 ~
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Poetry is a naked woman
a naked man
and the distance between them.
Lawrence Ferlinghetti (24 marzo 1919)

Poetry is a naked woman

a naked man

and the distance between them.

Lawrence Ferlinghetti (24 marzo 1919)


~ Tuesday, November 20 ~
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Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, morir di fame isteriche nude,
strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia
hipsters testadangelo bramare l’antico spaccia paradisiaco
che connette alla dinamo stellare nel meccanismo della notte,
che povertà e stracci e occhiaie fonde e strafatti stavan lì a fumare
nel sovrannaturale buio di case con acqua fredda librati su tetti di città contemplando jazz,
che il cervello spogliavano al Cielo sotto l’Elevata
vedendo angeli maomettani barcollare su tetti di condomini illuminati,
che in università eran di passaggio con occhi raggianti e cool
allucinando Arkansas e Blake-lumilievi tragedie tra studiosi della guerra,
che erano espulsi da accademie per pazzo e osceno pubblicare odi sulle finestre del cranio,
che in camere non sbarbate impauriti s’acquattavano in mutande,
bruciando i soldi nella carta straccia e ascoltando il Terrore di là dalla parete
che si facevan beccare con barba pubica tornando via
Laredo con cintura di marijuana per New York,
che mangiavan fuoco in hotel ridipinti o bevevan trementina in
Paradise Alley, morte, o si purgatoriavano il
torace notte dopo notte
con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti,
alcool e cazzo e balle e sballi senza fine…
Allen Ginsberg (3 giugno 1926 - 5 aprile 1997)

Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, morir di fame isteriche nude,

strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia

hipsters testadangelo bramare l’antico spaccia paradisiaco

che connette alla dinamo stellare nel meccanismo della notte,

che povertà e stracci e occhiaie fonde e strafatti stavan lì a fumare

nel sovrannaturale buio di case con acqua fredda librati su tetti di città contemplando jazz,

che il cervello spogliavano al Cielo sotto l’Elevata

vedendo angeli maomettani barcollare su tetti di condomini illuminati,

che in università eran di passaggio con occhi raggianti e cool

allucinando Arkansas e Blake-lumilievi tragedie tra studiosi della guerra,

che erano espulsi da accademie per pazzo e osceno pubblicare odi sulle finestre del cranio,

che in camere non sbarbate impauriti s’acquattavano in mutande,

bruciando i soldi nella carta straccia e ascoltando il Terrore di là dalla parete

che si facevan beccare con barba pubica tornando via

Laredo con cintura di marijuana per New York,

che mangiavan fuoco in hotel ridipinti o bevevan trementina in

Paradise Alley, morte, o si purgatoriavano il

torace notte dopo notte

con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti,

alcool e cazzo e balle e sballi senza fine…

Allen Ginsberg (3 giugno 1926 - 5 aprile 1997)


1 note
~ Wednesday, October 17 ~
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Ho detto addio al piccolo barbone di Santa Teresa al passaggio a livello, dove siamo saltati giù, e sono andato a dormire sulla sabbia nelle mie coperte, giù in fondo alla spiaggia ai piedi di uno scoglio dove i poliziotti non mi avrebbero potuto vedere e cacciarmi via.
Guadavo nell’acqua e mi tuffavo un po’ poi mi tiravo su a guardare lo splendore del cielo notturno, l’universo di buio e diamanti dalle dieci meraviglie di Avalokitesvara. 
"Be’, Ray" dico io, contento, "Ancora pochi chilometri. Ce l’hai fatta anche stavolta." Felice. Solo col costume addosso, piedi nudi, capelli scarruffati, nel buio col rosso del fuoco, a cantare, bere a collo vino, sputare, saltare, correre  è così che si deve vivere. Tutto solo e libero sulla sabbia morbida della spaggia con accanto il sospiro del mare laggiù, con le calde vergini faloppiane stelle di Mamma Scintilla che si riflettevano su quel fluido flusso esterno di acque amniotiche.
Neal Cassady (8 febbraio 1926 - 4 febbraio 1968)

Ho detto addio al piccolo barbone di Santa Teresa al passaggio a livello, dove siamo saltati giù, e sono andato a dormire sulla sabbia nelle mie coperte, giù in fondo alla spiaggia ai piedi di uno scoglio dove i poliziotti non mi avrebbero potuto vedere e cacciarmi via.

Guadavo nell’acqua e mi tuffavo un po’ poi mi tiravo su a guardare lo splendore del cielo notturno, l’universo di buio e diamanti dalle dieci meraviglie di Avalokitesvara. 

"Be’, Ray" dico io, contento, "Ancora pochi chilometri. Ce l’hai fatta anche stavolta." Felice. Solo col costume addosso, piedi nudi, capelli scarruffati, nel buio col rosso del fuoco, a cantare, bere a collo vino, sputare, saltare, correre  è così che si deve vivere. Tutto solo e libero sulla sabbia morbida della spaggia con accanto il sospiro del mare laggiù, con le calde vergini faloppiane stelle di Mamma Scintilla che si riflettevano su quel fluido flusso esterno di acque amniotiche.

Neal Cassady (8 febbraio 1926 - 4 febbraio 1968)


~ Monday, September 17 ~
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Ogni mio pensiero è frantumato in un milione di pezzi da esplosioni mentali un milione di volte frammentate che ricordo mi parvero così meravigliose quando le vidi la prima volta con il Peotl e la Mescalina… Finché quando l’alba spunta infine la mia mente è soltanto una serie di esplosioni che diventano più forti e sempre più si “moltiplicano” spezzettate in frammenti alcuni dei quali grandi orchestrali e poi in esplosioni da arcobaleno di suoni e visioni insieme.
Jack Kerouac (12 marzo 1922 - 21 ottobre 1969)

Ogni mio pensiero è frantumato in un milione di pezzi da esplosioni mentali un milione di volte frammentate che ricordo mi parvero così meravigliose quando le vidi la prima volta con il Peotl e la Mescalina… Finché quando l’alba spunta infine la mia mente è soltanto una serie di esplosioni che diventano più forti e sempre più si “moltiplicano” spezzettate in frammenti alcuni dei quali grandi orchestrali e poi in esplosioni da arcobaleno di suoni e visioni insieme.

Jack Kerouac (12 marzo 1922 - 21 ottobre 1969)

Tags: Kerouac Big Sur
~ Tuesday, July 10 ~
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Mais à l’instant même où la gorgée mêlée des miettes du gâteau toucha mon palais, je tressaillis, attentif à ce qui se passait d’extraordinaire en moi. Un plaisir délicieux m’avait envahi, isolé, sans la notion de sa cause. II m’avait aussitôt rendu les vicissitudes de la vie indifférentes, ses désastres inoffensifs, sa brièveté illusoire, de la même façon qu’opère l’amour, en me remplissant d’une essence précieuse : ou plutôt cette essence n’était pas en moi, elle était moi. J’avais cessé de me sentir médiocre, contingent, mortel. 
Marcel Proust (10 luglio 1871 - 18 novembre 1922)

Mais à l’instant même où la gorgée mêlée des miettes du gâteau toucha mon palais, je tressaillis, attentif à ce qui se passait d’extraordinaire en moi. Un plaisir délicieux m’avait envahi, isolé, sans la notion de sa cause. II m’avait aussitôt rendu les vicissitudes de la vie indifférentes, ses désastres inoffensifs, sa brièveté illusoire, de la même façon qu’opère l’amour, en me remplissant d’une essence précieuse : ou plutôt cette essence n’était pas en moi, elle était moi. J’avais cessé de me sentir médiocre, contingent, mortel. 

Marcel Proust (10 luglio 1871 - 18 novembre 1922)

Tags: Proust madeleine
~ Monday, April 16 ~
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La vita era parsa così semplice quel mattino quando mi ero svegliato e avevo scoperto la falsa primavera e udito la cornamusa dell’uomo col suo gregge di capre ed ero uscito a comperare il notiziario ippico. 
Ma Parigi era una vecchissima città e noi eravamo giovani e là nulla era semplice, nemmeno la miseria, né il denaro insperato, né la luna, né la ragione e il torto né il respiro di chi ti giaceva accanto sotto la luna.
Ernest Hemingway ( 21 luglio 1899 – 2 luglio 1961)

La vita era parsa così semplice quel mattino quando mi ero svegliato e avevo scoperto la falsa primavera e udito la cornamusa dell’uomo col suo gregge di capre ed ero uscito a comperare il notiziario ippico. 

Ma Parigi era una vecchissima città e noi eravamo giovani e là nulla era semplice, nemmeno la miseria, né il denaro insperato, né la luna, né la ragione e il torto né il respiro di chi ti giaceva accanto sotto la luna.

Ernest Hemingway ( 21 luglio 1899 – 2 luglio 1961)

Tags: hemingway
4 notes
~ Thursday, March 22 ~
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Un vrai musicien doit être soumis à son Art; … il doit se placer au-dessus des misères humaines; … il doit puiser son courage en lui-même, … rien qu’en lui-même.
Erik Satie (17 Maggio 1866 – 1 luglio 1925)

Un vrai musicien doit être soumis à son Art; … il doit se placer au-dessus des misères humaines; … il doit puiser son courage en lui-même, … rien qu’en lui-même.

Erik Satie (17 Maggio 1866 – 1 luglio 1925)

Tags: satie
~ Wednesday, February 1 ~
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Se soltanto potessi smettere di pensare, andrebbe già meglio. I pensieri, non c’è niente di più insipido. Ancora più insipido della carne. Si trascinano a non finire e lasciano un gusto strano. E poi ci sono le parole, dentro i pensieri, le parole incompiute, le frasi abbozzate che ritornano sempre. 
Jean-Paul Sartre (21 giugno 1905 - 15 aprile 1980)

Se soltanto potessi smettere di pensare, andrebbe già meglio. I pensieri, non c’è niente di più insipido. Ancora più insipido della carne. Si trascinano a non finire e lasciano un gusto strano. E poi ci sono le parole, dentro i pensieri, le parole incompiute, le frasi abbozzate che ritornano sempre. 

Jean-Paul Sartre (21 giugno 1905 - 15 aprile 1980)

Tags: sartre nausea
~ Thursday, January 12 ~
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"Ho capito che avevo distrutto l’equilibrio del giorno, lo straordinario silenzio di una spiaggia dove ero stato felice". Eccolo il regno dell’assurdo o, detto in altro modo, il regno della temporalità. Ogni sparo è simile al ticchettio dell’orologio.
Albert Camus (7 novembre 1913 – 4 gennaio 1960)

"Ho capito che avevo distrutto l’equilibrio del giorno, lo straordinario silenzio di una spiaggia dove ero stato felice". Eccolo il regno dell’assurdo o, detto in altro modo, il regno della temporalità. Ogni sparo è simile al ticchettio dell’orologio.

Albert Camus (7 novembre 1913 – 4 gennaio 1960)

Tags: camus
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